Parrocchia Santa Caterina Asti

Parrocchia Santa Caterina Asti

Commenti

Da questo momento sono presente su facebook.
Grazie Don Fabio per tutto quello che fai!
Ultimo appuntamento con “Le sfide della fede”
Venerdì 16 marzo "Ave Maria", concerto inedito di musica sacra spirituale con Simona Colonna, Matteo Ravizza e Patrizia Camatel alla Biblioteca del Seminario Vescovile di Asti
Ingresso gratuito
Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell'ora buia di qualcuno, non è vissuto invano.
AIUTACI AD AIUTARE!
Scopri il volontariato con AVO Asti, metti un LIKE alla pagina, CONDIVIDI e resta aggiornato su novità ed eventi.
Il racconto della Madonna secondo Assemblea Teatro per Le sfide della Fede. Stasera 13 dicembre ad Asti allo Spazio Kor.
Teatro Degli Acerbi
Continua ed entra nel vivo della programmazione la rassegna “Le Sfide della Fede 2017-2018”, il cartellone ad Asti di spettacoli sulla tematica delle sfide della Fede e della cultura nel nostro tempo, promosso dall’Istituto Oblati di San Giuseppe e il Progetto Culturale della Diocesi di Asti, con la direzione del Teatro degli Acerbi.
Mercoledì 13 dicembre alle 21 ad Asti allo Spazio Kor (Teatro Giraudi, piazza San Giuseppe) l’Assemblea Teatro presenta “Vento leggero”, uno spettacolo musicale per il periodo dell’Avvento.
L’ingresso è gratuito.

Per info: cell. 3392532921 – [email protected]www.teatrodegliacerbi.it
Sabato ore 10.30 Circolo Anspi Bellavista letture ad alta voce! Vi aspettiamo!
Riprende con l’autunno la rassegna “Le Sfide della Fede 2017”, il cartellone ad Asti di spettacoli teatrali e musicali sulla tematica delle sfide della Fede e della cultura nel nostro tempo, promosso dall’Istituto Oblati Di San Giuseppe e il Progetto Culturale della Diocesi di Asti, con la direzione del Teatro Degli Acerbi.
Sabato 28 ottobre alle ore 21, presso la Chiesa Parrocchiale di Santa Caterina di Asti sarà rappresentato il nuovo spettacolo teatrale “Don Abbondio ovvero Il vaso di coccio”.
In scena Fabio Fassio, Elena Romano e Andrea Caldi.
http://www.gazzettadasti.it/diocesi/informazione-religiosa/le-sfide-della-fede-vaso-coccio
Domani alle ore 10.30 presso il circolo Anspi Santo Spirito
loc. Bellavista letture ad alta voce per tutti i bambini 2-6 anni. Vi aspettiamo!
Buongiorno,
Volevo ringraziare pubblicamente la Signora (di cui non conosco le generalità) che questa mattina ha trovato e consegnato al parroco il mio portafoglio sulla piazzetta antistante la chiesa e pure don Fabio che per tutta la mattina ha provato a rintracciarmi, magari perdendo tempo prezioso, per riconsegnarmi integro ciò che avevo perduto.
É consolante constatare che fra i cittadini tutti ci sia ancora tanta gente onesta e sfatare i soliti luoghi comuni..
GRAZIE ancora!

Pagina facebook della Parrocchia Santa Caterina di Asti

Normali funzionamento

10/09/2021

L’amico immaginario

Una battuta che si sente e si legge spesso definisce Dio, come un “amico immaginario”, un’illusione per mettere a tacere l’idea della morte e della malattia, un miraggio a cui rivolgersi quando ci si sente deboli.
Se cerchi consolazione nell’acquisto di un nuovo modello di telefono o metti a tacere le tue ansie con un uso smodato di psicofarmaci, va tutto bene e sei al passo con questi tempi, ma se cerchi rifugio nella meditazione, nella preghiera e nella ricerca di Dio, sei considerato alla stregua di un artefatto medioevale. E non è solo in ambienti laicisti che si ragiona così, perché tra le tante persone che chiedono un battesimo, una prima comunione, una cresima, un matrimonio o un funerale, non sono pochi quelli che la pensano allo stesso modo.
Si preservano riti che diventano formalità o acquisiscono contenuti che nulla hanno da spartire con quel che si celebra, per il semplice fatto che “si è sempre fatto così”.
Se chiedessimo alle tante persone che fanno parte del nostro quotidiano, che cosa rappresenti per loro la figura di Gesù Cristo, avremmo non poche sorprese, almeno sarebbe così, se le risposte avessero il coraggio della schiettezza e della sincerità.
In altri casi, non mancherebbero le risposte precise dal punto di vista catechistico, ma con incidenza scarsa in termini di scelte che riguardano la vita di tutti i giorni.
Pietro apprende presto la lezione quando confessa la propria fede e la smentisce nei fatti, suggerendo a Gesù che non è opportuno parlare di passione e croce.
Eppure, vivere la propria fede è anche affrontare le tante croci che la vita puntualmente presenta.
Se Gesù è un amico reale, bisogna avere il coraggio di testimoniarlo con scelte che sappiano anche accettare l’ironia di chi non capisce e ti considera semplicemente un invasato.
Se Gesù è un amico reale, credere nella sua Risurrezione non può essere solo un’opinione tra le tante, ma la scelta di affrontare i nostri giorni in una direzione che consideri seriamente quella prospettiva.
Se Gesù è un amico reale, gli amici si scelgono, si frequentano e non rinunciano alla gioia del contatto, dell’approfondimento e della volontà di continuare a spezzare insieme uno stesso pane.

L’amico immaginario

Una battuta che si sente e si legge spesso definisce Dio, come un “amico immaginario”, un’illusione per mettere a tacere l’idea della morte e della malattia, un miraggio a cui rivolgersi quando ci si sente deboli.
Se cerchi consolazione nell’acquisto di un nuovo modello di telefono o metti a tacere le tue ansie con un uso smodato di psicofarmaci, va tutto bene e sei al passo con questi tempi, ma se cerchi rifugio nella meditazione, nella preghiera e nella ricerca di Dio, sei considerato alla stregua di un artefatto medioevale. E non è solo in ambienti laicisti che si ragiona così, perché tra le tante persone che chiedono un battesimo, una prima comunione, una cresima, un matrimonio o un funerale, non sono pochi quelli che la pensano allo stesso modo.
Si preservano riti che diventano formalità o acquisiscono contenuti che nulla hanno da spartire con quel che si celebra, per il semplice fatto che “si è sempre fatto così”.
Se chiedessimo alle tante persone che fanno parte del nostro quotidiano, che cosa rappresenti per loro la figura di Gesù Cristo, avremmo non poche sorprese, almeno sarebbe così, se le risposte avessero il coraggio della schiettezza e della sincerità.
In altri casi, non mancherebbero le risposte precise dal punto di vista catechistico, ma con incidenza scarsa in termini di scelte che riguardano la vita di tutti i giorni.
Pietro apprende presto la lezione quando confessa la propria fede e la smentisce nei fatti, suggerendo a Gesù che non è opportuno parlare di passione e croce.
Eppure, vivere la propria fede è anche affrontare le tante croci che la vita puntualmente presenta.
Se Gesù è un amico reale, bisogna avere il coraggio di testimoniarlo con scelte che sappiano anche accettare l’ironia di chi non capisce e ti considera semplicemente un invasato.
Se Gesù è un amico reale, credere nella sua Risurrezione non può essere solo un’opinione tra le tante, ma la scelta di affrontare i nostri giorni in una direzione che consideri seriamente quella prospettiva.
Se Gesù è un amico reale, gli amici si scelgono, si frequentano e non rinunciano alla gioia del contatto, dell’approfondimento e della volontà di continuare a spezzare insieme uno stesso pane.

03/09/2021

Sentirsi
Dopo le urla trattenute e i pensieri troppo pesanti per essere condivisi...
Dopo le parole ascoltate senza troppo interesse e pronte a vendersi al miglior offerente...
Dopo i ripetuti e masticati silenzi, gli insulti e le offese dei "diversamente umani" prestati al mondo delle televisioni o del web...
Dopo l'isolamento forzato e la scelta di un eremo in appartamento in cui ritrovarsi...
Dopo le apocalissi consegnate quotidianamente con Just eat e la lettura dei bollettini che annunciano un mondo a parte...
Dopo l'oroscopo del virologo di turno e le chiacchiere per montare tutto il livore possibile...
Dopo l'estraneità a sé stessi e la perdita di numerosi punti di riferimento...
Dopo l'ipocrisia perché bisogna sopravvivere e le interpretazioni di un'allegria che non ricordo più...
Dopo tutto questo e molto di più, non rinuncio alla mia vita interiore, alla spiritualità che alza lo sguardo che non si rassegna al buio e a quello spazio in cui riconoscere quel Dio che ti restituisce a te stesso e agli altri.
In Sua presenza è ancora possibile sentirsi, ascoltarsi e comprendersi.
Avvertire il tocco di una mano che schiude un orecchio e restituisce voce a una lingua.
Parto col prossimo volo, non gioco la carta del rimpianto e non m'instupidisco col rancore.

Sentirsi
Dopo le urla trattenute e i pensieri troppo pesanti per essere condivisi...
Dopo le parole ascoltate senza troppo interesse e pronte a vendersi al miglior offerente...
Dopo i ripetuti e masticati silenzi, gli insulti e le offese dei "diversamente umani" prestati al mondo delle televisioni o del web...
Dopo l'isolamento forzato e la scelta di un eremo in appartamento in cui ritrovarsi...
Dopo le apocalissi consegnate quotidianamente con Just eat e la lettura dei bollettini che annunciano un mondo a parte...
Dopo l'oroscopo del virologo di turno e le chiacchiere per montare tutto il livore possibile...
Dopo l'estraneità a sé stessi e la perdita di numerosi punti di riferimento...
Dopo l'ipocrisia perché bisogna sopravvivere e le interpretazioni di un'allegria che non ricordo più...
Dopo tutto questo e molto di più, non rinuncio alla mia vita interiore, alla spiritualità che alza lo sguardo che non si rassegna al buio e a quello spazio in cui riconoscere quel Dio che ti restituisce a te stesso e agli altri.
In Sua presenza è ancora possibile sentirsi, ascoltarsi e comprendersi.
Avvertire il tocco di una mano che schiude un orecchio e restituisce voce a una lingua.
Parto col prossimo volo, non gioco la carta del rimpianto e non m'instupidisco col rancore.

27/08/2021

Restare integri
Si perde facilmente l'unità interiore e non è mai semplice scomporre e ricomporre il volto di un uomo, che conservi l'immagine e la somiglianza con chi ha dato vita ai nostri giorni.
L'integrità non si conserva con quattro abluzioni, con l'osservanza di un rituale o seguendo una dieta particolare. Certo, un uso smisurato di alcool, di antidepressivi o di alimenti non troppo digeribili non favorisce la nostra lucidità, ma quanto avviene nel nostro mondo interiore, diventa un pericolo, nel momento in cui separa e frammenta la nostra esperienza, sino a dare origine a pensieri, parole e gesti che diventano strumenti di offesa per il prossimo.
Le prime vittime del male che decidiamo di compiere siamo noi stessi: un pensiero violento è un attentato alla nostra serenità, un'interruzione della quiete e un senso di perdita che ci fa sperimentare la sensazione del vuoto.
Quando quel pensiero viene accolto e decide di prendere la parola o di passare ai fatti, si sceglie un bersaglio e la portata del male coltivato dentro, oltre a produrre morti e feriti, non regala alcuna soddisfazione.
Dovremmo frequentare un po' di più noi stessi, lontani dai circoli narcisistici e con il desiderio di essere veri, muoiono i giudizi e nasce la comprensione, l'ironia smonta il desiderio di vendetta e osservare con chiarezza il male che ci opprime, diventa il primo passo di una guarigione.
Si perde facilmente l'unità interiore, ma Dio continua a parlare e nel privato della nostra esistenza, provare ad ascoltarlo è un'ottima soluzione.

Restare integri
Si perde facilmente l'unità interiore e non è mai semplice scomporre e ricomporre il volto di un uomo, che conservi l'immagine e la somiglianza con chi ha dato vita ai nostri giorni.
L'integrità non si conserva con quattro abluzioni, con l'osservanza di un rituale o seguendo una dieta particolare. Certo, un uso smisurato di alcool, di antidepressivi o di alimenti non troppo digeribili non favorisce la nostra lucidità, ma quanto avviene nel nostro mondo interiore, diventa un pericolo, nel momento in cui separa e frammenta la nostra esperienza, sino a dare origine a pensieri, parole e gesti che diventano strumenti di offesa per il prossimo.
Le prime vittime del male che decidiamo di compiere siamo noi stessi: un pensiero violento è un attentato alla nostra serenità, un'interruzione della quiete e un senso di perdita che ci fa sperimentare la sensazione del vuoto.
Quando quel pensiero viene accolto e decide di prendere la parola o di passare ai fatti, si sceglie un bersaglio e la portata del male coltivato dentro, oltre a produrre morti e feriti, non regala alcuna soddisfazione.
Dovremmo frequentare un po' di più noi stessi, lontani dai circoli narcisistici e con il desiderio di essere veri, muoiono i giudizi e nasce la comprensione, l'ironia smonta il desiderio di vendetta e osservare con chiarezza il male che ci opprime, diventa il primo passo di una guarigione.
Si perde facilmente l'unità interiore, ma Dio continua a parlare e nel privato della nostra esistenza, provare ad ascoltarlo è un'ottima soluzione.

20/08/2021

Parole dure
L'epilogo del lungo discorso sul Pane di Vita non può lasciare indifferenti e chiede ai discepoli di prendere posizione.
Alcuni scelgono di andarsene, perché le parole di Gesù mettono l'uomo di fronte a quel che crede realmente e il peso di quelle parole è duro come le pietre.
Anche gli stessi discepoli sono chiamati a verificare se stessi e le motivazioni per cui stanno seguendo Gesù: "Volete andarvene anche voi?".
Per proseguire il proprio cammino è necessario scegliere e decidere se l'intenzione è quella di risolversi in questo mondo o se c'è uno spiraglio, una piccola apertura per una fede che vada oltre.
La scelta del Vangelo che si riduce ad abbracciare un'etica e guarda a Gesù, come se fosse uno dei tanti maestri per imparare a vivere su questa terra, per quanto lodevole, non può essere sufficiente. Se le sue parole sono di Vita Eterna,
il credere nella sua Risurrezione, non può essere solo un'adesione superficiale che rimanda perennemente a domani il desiderio di fare due conti con la verità di quello in cui realmente crediamo.

Parole dure
L'epilogo del lungo discorso sul Pane di Vita non può lasciare indifferenti e chiede ai discepoli di prendere posizione.
Alcuni scelgono di andarsene, perché le parole di Gesù mettono l'uomo di fronte a quel che crede realmente e il peso di quelle parole è duro come le pietre.
Anche gli stessi discepoli sono chiamati a verificare se stessi e le motivazioni per cui stanno seguendo Gesù: "Volete andarvene anche voi?".
Per proseguire il proprio cammino è necessario scegliere e decidere se l'intenzione è quella di risolversi in questo mondo o se c'è uno spiraglio, una piccola apertura per una fede che vada oltre.
La scelta del Vangelo che si riduce ad abbracciare un'etica e guarda a Gesù, come se fosse uno dei tanti maestri per imparare a vivere su questa terra, per quanto lodevole, non può essere sufficiente. Se le sue parole sono di Vita Eterna,
il credere nella sua Risurrezione, non può essere solo un'adesione superficiale che rimanda perennemente a domani il desiderio di fare due conti con la verità di quello in cui realmente crediamo.

13/08/2021

Una storia che cambia
Difficile sfuggire alla narrazione quotidiana di un apocalisse che è ben lontana dal racconto biblico e dalla fede in Gesù Cristo.
Nell'immaginario collettivo, la fine del mondo è un circuito catastrofico in cui non si salva niente e nessuno. S'innesca il regno della paura e del terrore, la sfiducia nei confronti di un'umanità ormai condannata all'impatto finale e l'idea che neanche Dio possa o voglia fare molto per quelle creature ormai ubriache di tutto il male che si portano dentro.
Eppure è proprio l'Apocalisse che ci racconta di una donna, icona della nostra umanità, capace di generare un bene infinitamente più grande di tutti i peccati e le colpe degli uomini.
È ancora l'Apocalisse a rivelare il futuro degli uomini di buona volontà e di quella salvezza che si compie là dove il bene non è solo celebrato, ma vissuto.
C'è una storia che cambia, perché a dispetto di tutte le similitudini e degli eventi che si ripetono, la pagina di domani è ancora bianca e tutta da scrivere.
C'è una storia che cambia e racconta il mondo dei semplici e degli umili, che possono anche essere dimenticati dai libri degli uomini, ma restano impressi definitivamente nel libro della vita.
C'è una storia che cambia e può trovarci rassegnati e inermi di fronte alle nostre paure o vigili e determinati nell'annunciare con fede che la storia, la nostra storia, è salvezza.

Una storia che cambia
Difficile sfuggire alla narrazione quotidiana di un apocalisse che è ben lontana dal racconto biblico e dalla fede in Gesù Cristo.
Nell'immaginario collettivo, la fine del mondo è un circuito catastrofico in cui non si salva niente e nessuno. S'innesca il regno della paura e del terrore, la sfiducia nei confronti di un'umanità ormai condannata all'impatto finale e l'idea che neanche Dio possa o voglia fare molto per quelle creature ormai ubriache di tutto il male che si portano dentro.
Eppure è proprio l'Apocalisse che ci racconta di una donna, icona della nostra umanità, capace di generare un bene infinitamente più grande di tutti i peccati e le colpe degli uomini.
È ancora l'Apocalisse a rivelare il futuro degli uomini di buona volontà e di quella salvezza che si compie là dove il bene non è solo celebrato, ma vissuto.
C'è una storia che cambia, perché a dispetto di tutte le similitudini e degli eventi che si ripetono, la pagina di domani è ancora bianca e tutta da scrivere.
C'è una storia che cambia e racconta il mondo dei semplici e degli umili, che possono anche essere dimenticati dai libri degli uomini, ma restano impressi definitivamente nel libro della vita.
C'è una storia che cambia e può trovarci rassegnati e inermi di fronte alle nostre paure o vigili e determinati nell'annunciare con fede che la storia, la nostra storia, è salvezza.

06/08/2021

Credere un Pane
Io credo nel pane di tutti i giorni, nelle braccia di chi semina grano onestamente, su questa terra e negli uomini che non rinunciano a condividerlo.
Io credo nel pane e nelle feste che riuniscono l'umana famiglia, ma anche nei digiuni e nelle preghiere di chi, talvolta se ne priva, per il bene dei fratelli e per non smarrirne il significato.
Io credo nel Pane che annuncia una vita oltre la vita e illumina le stagioni che scandiscono il nostro passaggio su questa terra.
Io credo nel Pane che racconta il mistero dell'incontro con Dio: si spezza e si divide per raggiungere chiunque e ricondurlo dove non c'è più alcuna separazione.
Io credo nel Pane che celebra quel che desidera vivere e già sin d'ora può anticipare in un solo istante il mondo che verrà.

Credere un Pane
Io credo nel pane di tutti i giorni, nelle braccia di chi semina grano onestamente, su questa terra e negli uomini che non rinunciano a condividerlo.
Io credo nel pane e nelle feste che riuniscono l'umana famiglia, ma anche nei digiuni e nelle preghiere di chi, talvolta se ne priva, per il bene dei fratelli e per non smarrirne il significato.
Io credo nel Pane che annuncia una vita oltre la vita e illumina le stagioni che scandiscono il nostro passaggio su questa terra.
Io credo nel Pane che racconta il mistero dell'incontro con Dio: si spezza e si divide per raggiungere chiunque e ricondurlo dove non c'è più alcuna separazione.
Io credo nel Pane che celebra quel che desidera vivere e già sin d'ora può anticipare in un solo istante il mondo che verrà.

30/07/2021

C'È CHI DICE PANE
C'è chi dice pane e chi controlla il suo peso sulla bilancia...
C'è chi dice pane e chi risponde con il prezzo corrispondente...
C'è chi dice pane e ne sottolinea l'importanza per sopravvivere...
C'è chi dice pane e chi ha ancora memoria della sua assenza...
C'è chi dice pane abbuffandosi sino a stare male...
C'è chi dice pane e chi lo impasta nel cuore della notte...
C'è chi dice pane e chi preferisce buttarlo via...
C'è chi dice pane e lo accumula perché non si sa mai...
C'è chi dice pane come una negazione per chi ha fame...
C'è chi dice pane ed è pronto a condividerlo con chi neanche conosce...
C'è chi si conosce grazie a un pane...
C'è chi vuole farti re perché sai moltiplicarlo...
C'è chi vuole saperne di più...
C'è chi vuole capire il mistero del pane...
C'è chi legge un'altra vita in quel pane spezzato...
C'è chi pensa a Qualcuno in quel pane...
C'è chi medita e interpreta quel Pane...
C'è chi si ferma e fa silenzio davanti a quel Pane...
C'è chi capisce di esserne parte...
C'è chi si accontenta di un segno e chi continua a cercarne il significato.

C'È CHI DICE PANE
C'è chi dice pane e chi controlla il suo peso sulla bilancia...
C'è chi dice pane e chi risponde con il prezzo corrispondente...
C'è chi dice pane e ne sottolinea l'importanza per sopravvivere...
C'è chi dice pane e chi ha ancora memoria della sua assenza...
C'è chi dice pane abbuffandosi sino a stare male...
C'è chi dice pane e chi lo impasta nel cuore della notte...
C'è chi dice pane e chi preferisce buttarlo via...
C'è chi dice pane e lo accumula perché non si sa mai...
C'è chi dice pane come una negazione per chi ha fame...
C'è chi dice pane ed è pronto a condividerlo con chi neanche conosce...
C'è chi si conosce grazie a un pane...
C'è chi vuole farti re perché sai moltiplicarlo...
C'è chi vuole saperne di più...
C'è chi vuole capire il mistero del pane...
C'è chi legge un'altra vita in quel pane spezzato...
C'è chi pensa a Qualcuno in quel pane...
C'è chi medita e interpreta quel Pane...
C'è chi si ferma e fa silenzio davanti a quel Pane...
C'è chi capisce di esserne parte...
C'è chi si accontenta di un segno e chi continua a cercarne il significato.

Ubicazione

Telefono

Indirizzo


C.so Alfieri 426
Asti
14100
Altro Organizzazioni religiose Asti (vedi tutte)
Pastorale Giovanile di Asti Pastorale Giovanile di Asti
Via Giobert 20
Asti, 14100

Pagina ufficiale della Pastorale giovanile diocesana di Asti.

Parrocchia 3 Campanili Parrocchia 3 Campanili
Via Arò 52
Asti, 14100

Parrocchia e Oratorio dei Tre Campanili di Asti Chiese di San Secondo, San Silvestro e Santa Maria Nuova Scopri la nostra iniziativa http://bit.ly/Mercatin

Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi Fraternità di Asti Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi Fraternità di Asti
Asti, 14100

Questa pagina è dedicata alla formazione dei Secolari appartenenti alla nostra fraternità e a tutti coloro che desiderano sapere qualcosa sulla spiritualit

Chiesa Cristiana "La Porta Aperta" Chiesa Cristiana "La Porta Aperta"
Asti, 14100

Chiesa Cristiana

Chiesa cristiana evangelica di Asti Chiesa cristiana evangelica di Asti
Via Parini 6
Asti, 14100

Il nostro scopo principale è quello di diffondere il messaggio cristiano così come presentato dalla Bibbia con il fine di rendere note la grazia, il perdono e la salvezza che Dio ha preparato per crede in Lui.

Comunitá Maria Madre del Cammino Comunitá Maria Madre del Cammino
Fraz. Portacomaro Stazione 75
Asti, 14100

Parrocchie della Nativitá di Maria Vergine di Caniglie e della Beata Vergine degli Angeli di Portacomaro Stazione .

Congresso Eucaristico Diocesano - Asti Congresso Eucaristico Diocesano - Asti
Collegiata San Secondo
Asti, 14100

CONGRESSO EUCARISTICO DELLA CHIESA DI ASTI Si celebrerà dal 10 al 17 aprile 2016 "Pane del Cammino, Dono di Misericordia, Centro di Unità"

L'Arca Teen Challenge L'Arca Teen Challenge
C.so Alfieri, 237
Asti, 14100

Associazione cristiana evangelica ONLUS per la prevenzione delle dipendenze, formazione e couselling Tel. 0141 595431

Piergiorgio Frassati - Parrocchia di Castiglione e Migliandolo Piergiorgio Frassati - Parrocchia di Castiglione e Migliandolo
Asti

Parrocchie di Castiglione d'Asti e Migliandolo

I Carismatici e Mistici della Chiesa Cattolica Apostolica Romana I Carismatici e Mistici della Chiesa Cattolica Apostolica Romana
Asti

I CARISMATICI DELLA CHIESA APOSTOLICA ROMANA SONO PERSONE CHE HANNO RICEVUTO DA DIO CARISMI (DONI) STRAORDINARI PER IL BENE DELLA CHIESA E DEL MONDO