Parrocchia Santa Maria in Alfonsine

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Giornata del Povero. Però non dite che la povertà è bella
don Marco Pozza
Domenica, 19 Novembre 2017
I poveri mi hanno sempre infastidito: pur avendo conosciuto da bambino la stagione della povertà – fui spettatore impotente delle lacrime di papà quando ci annunciò la perdita del lavoro – mi è sempre stata d'inciampo. L'ho patita troppo nell'anima, più che nel cibo che era misuratissimo, per amarla senza sotterfugi: quando l'ho potuto fare, l'ho sempre scansata. Il povero mi era ostacolo più che incrocio nella mia personale ricerca della felicità. Lo ammetto: anche del volto di Cristo. Ciò che gli infettati di lebbra procuravano al cuore-matto di Francesco di Assisi, gli accattoni lo ridestavano in me: «Quando ero nei peccati mi pareva cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse da loro e usai con essi misericordia». A casa nostra, in quegli anni, Dio era un lusso che non ci si poteva permettere: meglio i santi, la Madonna, gente più concreta, alla quale chiedere il sole, la pioggia, il pane e la giusta razione di grano d'estate. Il povero, quand'è povero, conosce un solo dogma: la carne. La teologia, quand'è accettata, viene dopo. Quasi sempre alla fine dei discorsi: se c'è posto.
Il povero, quello che m'infastidiva, un giorno mi ha pure provocato: "Perché mi dai sempre soldi e poi scappi? – mi rinfacciò tre anni fa Alessandro, uno dei miei amici clochard. Aveva ragione: gli riempivo la mano-tesa e poi fuggivo: non conoscevo, di lui, nient'altro che il nome. Una sera li rifiutò: "Non voglio più soldi da te - mi disse restituendomi gli euro – voglio dieci minuti di tempo". Scoprii lì, seduto malvolentieri sui gradini di una chiesa di città, la storia lurida e infangata di Ale: la rabbia, l'angoscia, l'insicurezza che la povertà ti cuce addosso. Era la rievocazione, fatta con voce dell'Est, della storia di casa mia: lo ascoltavo e a me pareva fosse lui che mi ascoltasse, la sua storia era un racconto già sentito nella mia pelle. Quando mi alzai, compresi appieno perché ero così generoso di soldi con lui e qualche altro: volevo che, sazi di qualche euro, se ne andassero al più presto da me. La mia carità era il più egoista dei gesti: "Spostatevi, che io devo andare avanti". Quel clochard ancora oggi è il mio lebbroso-di-Francesco: «Allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo». Quell'altro Francesco, oggi Papa, perfezionò la mia caduta ricordandomi che Cristo lo trovi nella carne-sofferente dei poveri. O non lo trovi.
Oggi è la loro giornata, la Giornata Mondiale del Povero. Ecco perché oggi io pregherò per i ricchi: perché la povertà, quando ti-tocca, non è affatto bella, è il più spietato degli incubi. È lei a posizionarti sotto le scale, negli scantinati, nei nascondigli: a fare di te un subalterno, un uomo poco libero, uno schiavo. Non è per nulla poetica come amano presentarcela taluni: anche la terra – quella che a casa mia vedo zappare, coltivare, seminare – non è sempre bella. Lo diventa quando è una scelta, un'opzione voluta, un sogno ripreso in mano. Quand'è una costrizione, è la più subdola delle disperazioni. Quella che fa nascere una sorta di eresia da destinare ai ricchi: che la fede del povero sia superiore a quella del ricco. Nient'affatto. Me l'ha spiegato san Francesco di Paola, tramite il racconto geniale di Andrea di Consoli ne "Il miracolo mancato": a volte, per fare il bene, è necessario mostrarsi forti, per mettere i forti nella condizione di aiutare i deboli. Sono i ricchi i veri protagonisti del riscatto dei poveri: una Chiesa che li esclude è una Chiesa che non riesce ad incidere nelle loro anime, ad aprire brecce nelle loro certezze. Nel Vangelo ci sono i lebbrosi, gli sbandati, gli epilettici e i morti di fame. C'è anche Veronica, Nicodemo: una usava fazzoletti di lino, l'altro aveva una tomba nella roccia. Ricchi, si fecero poveri per amore, non per costrizione.
Prego per i ricchi, oggi, perché iniziano a starmi a cuore i poveri: il merito è di Alessandro. E prego per i poveri, perché diventino ricchi-sfondati e scelgano di rimanere poveri, come il santo di Assisi e infiniti altri. Perché la povertà senza la possibilità della ricchezza è sempre una necessità, mai una virtù. Non è bella.

(da Il Mattino di Padova, 19 novembre 2017)
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Vusita la pagina "Parrocchia Santa Maria in Alfonsine" ORARIO delle S. MESSE

GIORNI FERIALI: ore 18.00
Dopo la S.MESSA ogni venerdi nel periodo di Quaresima
si recita la VIA CRUCIS.

GIORNI FESTIVI: ore 8,30 - 11,30 - 18.00


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SACERDOTI: don Beppe Gallazzi, don Davide Ferrini

Normali funzionamento

11/10/2020
11/10/2020
11/10/2020
19/05/2020

Le messe feriali e festive riprendono, da lunedì 18 maggio, mantenendo gli stessi orari in vigore prima dell'inizio lockdown. Per il mese di maggio sarà possibile recitare insieme il Rosario alle ore 16,30 a S. CUORE e alle 17,30 a S. MARIA.
Sarà obbligatorio l'uso di mascherine, igienizzare le mani quando si entra, mantenere la distanza stabilita e rispettare i limiti di capienza, non scambiarsi il segno della pace e seguire le indicazioni dei sacerdoti e dei volontari nei vari momenti della celebrazioni.

13/05/2020

[05/10/20]   Video realizzato con i disegni dei bambini

09/05/2020

Consapevoli del tempo di dura prova che stiamo vivendo, ricordate che domani si doveva celebrare la festa di Prima Santa Comunione a S. Giuseppe e domenica a S. Maria preceduta dal sacramento della Cresima il sabato sera. Anche senza i bellissimi segni che la contrappuntano, la vita cristiana continua anzi è tanto più cristiana quanto più è contrassegnata dalle difficoltà e dalle croci. Niente paura ora dobbiamo concentrarci in uno sforzo comunitario di raggiungere la fine del tunnel: al 95% tocca noi! Non siamo però presuntuosi da pensare che ce la faremo da soli: occorre anche la grazia di Dio acquistata in forma minore perché senza sacramenti. Perciò coraggio per ricominciare da uomini e donne rinnovati da una vera conversione e dalla grazia di Dio stesso. Raccomando di leggere gli ultimi due articoli del Parroco su le Alfonsine proprio sul Corona Virus. Una meditazione per capire che non siete abbandonati e senza guida, una guida da remoto. A maggio la Madonna ci assista e speriamo nella terza settimana del mese di potere anche recitare il Rosario davanti al tempietto di S. Maria alle 20,30 all’aperto e distanziati. Attendiamo aggiornamenti. Buona domenica a tutti. Oggi ho visto una covata di uova alla schiusa: la vita continua. L’aglio cresce bene ed anche le dalie.

01/05/2020

Il messaggio di questa settimana è la sintesi della predica del parroco alla messa della terza domenica di Pasqua. Finalmente Pietro apre gli occhi e capisce il senso della Pasqua. Lo Spirito Santo lo ha illuminato. Ora testimonia passione morte e resurrezione di Gesù. La catechesi di Gesù lungo la strada, scioglie i cuori dei discepoli di Emmaus e li illumina. La fede germoglia nasce e cresce dalla Parola di Dio commentata da Gesù e dalla Chiesa. L' Eucaristia apre definitivamente i loro occhi quando Gesù ripete il gesto dell'ultima Cena. Pietro vince la paura e trova il coraggio dell'annuncio. Anche i primi cristiani per tre secoli sono stati costretti a vivere la fede nel nascondimento per la persecuzione di Roma. Hanno vinto la paura col coraggio. Così anche Costantino ha aperto gli occhi davanti al simbolo della Croce e la Chiesa si è diffusa per ogni dove fino a noi e oltre. Apriremo anche noi gli occhi del cuore e della mente per credere sinceramente, sperare intensamente e amare di tutto cuore Dio ed i fratelli? Che S. Pio V papa del rosario e di Lepanto, s. Giuseppe e la Madonna ci assistano. Tutti i giorni ore 17,30 S. Rosario in Parrocchia anche all'aperto. I parroci e le religiose. D. Luigi. Speriamo che si apra presto la possibilità della messa dal vivo. Prudenza, pazienza, prudenza: Dio solo salverà il mondo ma dobbiamo cambiare vita. Io. Don.

25/04/2020

Ho fiducia che sia uno degli ultimi messaggi dovuti al Corona V., che vi mando volentieri. Dopo di che ci vedremo faccia a faccia come Mosè davanti a Dio, questo a partire e modesti in tutto. Ancora coraggio. Intanto continuiamo a sperare e pregare con grande fede. Ho piantato in queste ore delle Dalie rosse e gialle e delle Calle gialline sono fiori bene auguranti i cui colori sono i colori della vita. Oggi festa d S. Marco: auguri a tutti i Marco che conosciamo. Grazie anche per la Liberazione. Un pensiero appropriato per i nostri ammalati ed anche per tutti gli studenti. Va tutto bene anche se ci manca tanto il vederci di persona. Amen che la Madonna ci assista e ci protegga. Il Parroco.

19/04/2020

[04/19/20]   Celebrata in qualche modo la S. Pasqua di certo con grande partecipazione interiore e spirituale, ci prepariamo a celebrare allo stesso modo anche la domenica in Albis oggi anche domenica della Misericordia. Voluto questo accostamento tra Pasqua-Redenzione e Albis-Misericordia, da Gesù stesso. Il Bianco della nuova vita data dal Battesimo non lo dobbiamo mai lasciare né dimenticare. Per lo meno nelle intenzioni e nei propositi. Tempi di grande abbondanza di grazie che nemmeno la malattia può frenare. Nulla può fermare la Grazia di Dio che ci può raggiungere in ogni modo a Lei gradito. Abbiamo sempre tanta fiducia. Ma non dimentichiamo di fare la nostra parte! Dobbiamo da subito cambiare stile di vita e mantenerlo nel tempo per sempre. Non più egoismo ma frutti veri e concreti di pace di perdono e di misericordia. Ognuno faccia tutta intera la sua parte che Dio gli ha assegnato standosene al suo posto. E se passata la pandemia si volesse realizzare una specie di ex voto di ringraziamento comunque alla Misericordia di Dio, la cosa potrebbe interessare anche il sottoscritto che un paio di idee le ha: a Dio piacendo. Preghiera, preghiera, preghiera condita con stare a casa, mascherine e distanza di sicurezza e perché no un bicchiere di Barbera. Noi preghiamo tutti i giorni per voi che ci mancate tanto, coraggio! La comunità dei religiosi/e. Il Parroco, grazie infinite, d. Luigi.

04/04/2020

Carissimi, in aggiunta al messaggio di questa settimana: il C.
Virus ci vieta di fare la Processione delle Palme. E noi diamo rilievo al significato spirituale che rimane, legato al simbolo che viene sospeso. Domani domenica ore 9 S. Messa catacombale al S. Cuore. Chi vuole si può unire spiritualmente in preghiera tenendo in mano un rametto di ulivo se lo trova ma possono andare bene anche rametti di oleandro, leccio, siepe sempreverde, alloro, ligustro, canna di bambù ecc.. La Natura è sempre ricca e prodiga anche se noi la trattiamo male. Per la preghiera personale e familiare in questi giorni, tanti sono i sussidi dei social: vanno bene. Leggere il Vangelo e dire con fede le preghiere comuni è la cosa migliore. Rispettare le regole di Dio e degli uomini ed avere fede. Noi ci siamo: buona futura Pasqua, i Padri e le religiose. Vi vogliamo bene.

04/04/2020

[02/29/20]   Da domani le messe domenicali a S. Maria inizieranno alle ore 11:15

27/02/2020
26/02/2020

Photos from Parrocchia Santa Maria in Alfonsine's post

19/12/2019

Concerto di Musica Sacra per il S. Natale

Il concerto di Natale del 15 dicembre nella chiesa del sacro Cuore, è disponibile qui
https://youtu.be/tWCnLOW5oYI

Concerto di Musica Sacra per il S. Natale Coro Laudate Dominum Faenza Schola cantorum Parrocchia S. Maria Alfonsine

26/09/2019
01/09/2019
11/05/2019

Le campane tornano a suonare!!!
Da domani in occasione delle prime comunioni

17/04/2019

[04/01/19]   Debbo avvertire, con rammarico, la cittadinanza tutta che, contrariamente a quanto ci è stato comunicato fino a qualche settimana fa le campane non saranno montate entro la S. Pasqua 2019 e nemmeno sarà messo a punto l'orologio, al quale tanti sono abituati a guardare. A certi problemi tecnici si può far fronte con tanto lavoro, che si sta facendo anche se non lo vediamo, e con tanta pazienza. Alla fine saremo appagati allora stapperemo anche qualche bottiglia.
Spero non si vada oltre il mese di Maggio 2019.
Grazie. D. Luigi vostro Parroco.

Questi gli orari del Triduo della Settimana Santa:
14 aprile Domenica delle Palme ore 11 in piazza X Aprile delle palme e partenza con la processione per la Chiesa S. Maria celebrazione della S. Messa
16 Aprile Martedì Santo dalle ore 20,30 ad esaurimento, liturgia penitenziale comunitaria.
18 Aprile Giovedì Santo ore 20,30 Chiesa del Sacro Cuore, S. Messa nell'Ultima Cena con rito della lavanda dei piedi.
19 Aprile Venerdì Santo ore 15 Chiesa Santa Maria, Pia Pratica della Via Crucis ore 20,30 Chiesa parrocchiale S. Giuseppe di Fiumazzo, Liturgia della Passione del Signore e bacio della S. Croce.
20 Aprile Sabato Santo ore 21 Veglia Pasquale, con liturgia del fuoco Annuncio della Risurrezione di Cristo, liturgia della parola, liturgia dell'acqua con Battesimo, liturgia eucaristica.

BUONA PASQUA

03/02/2019

🎭 Teatro Vincenzo Monti 🎭
Alfonsine
Programma della stagione teatrale dialettale 2018/2019

17/01/2019

Montaggio delle nuove campane di Santa Maria.

17/01/2019

Per chi non è potuto essere presente e anche per chi c'era.... la serata di presentazione del libro di don Luigi Gatti su Galileo Galilei

14/01/2019

Don Luigi Gatti invita tutta la cittadinanza alla presentazione del suo libro su Galileo Galilei, una figura spesso utilizzata in modo strumentale da chi accusa la Chiesa cattolica di anti-scientismo

15/12/2018

Gli auguri di Natale di don Luigi

26/11/2018

Con un po' di ritardo... 3 n. Di Sacra Famiglia informa, il bollettino di don Luigi Gatti

avvenire.it 18/11/2018

Aleppo. «Arrivano i blu». E anche lo sceicco cominciò a giocare con i frati Maristi

Un piccolo posto privilegiato nel cuore degli alfonsinesi è rimasto per i Maristi, grazie a Padre Renato Frappi a Padre Renzo, Padre Marcello e alle suore Mariste: Anna Rita, Andreina, Piera, Elisabeth, Elisabetta e tutte quelle che sono passate da qui.

avvenire.it Ad Aleppo, dal 2012, i Maristi blu svolgono la loro attività a favore dei più deboli: distribuzione di aiuti nei campi profughi, scuola per i minori, formazione professionale e micro-credito

23/10/2018

Secondo bollettino S.Maria

08/10/2018

Primo bollettino di Don Luigi Gatti

twitter.com 04/10/2018

Francesco Giraldo on Twitter

Al cnema Europa di Faenza da oggi a mercoledì 10 ottobre

twitter.com “In 130 Sale della comunità ⁦@AlzogliOcchi⁩ ⁦@enzobianchi7⁩ ⁦@UniversalPicsIt⁩ ⁦@synod2018⁩ ⁦@CEI_news⁩ ⁦@agensir⁩ ⁦@Acec_SdC⁩”

03/10/2018

Commento al Vangelo della Domenica

COMMENTO DI PADRE ERMES RONCHI
Una carne sola: Dio congiunge le vite, è autore della comunione

Alcuni farisei si avvicinano a Gesù per metterlo alla prova. La domanda è scontata: è lecito a un marito ripudiare la moglie? La risposta è facile: sì, è lecito. Ma non è questa la vera posta in gioco. Il brano mette in scena uno dei conflitti centrali del Vangelo: il cuore della persona o la legge? Gesù afferma una cosa enorme: non tutta la legge ha origine divina, talvolta essa è il riflesso di un cuore duro (per la durezza del vostro cuore Mosè diede il permesso del ripudio...). La Bibbia non è un feticcio. E per questo Gesù, infedele alla lettera per essere fedele allo spirito, ci prende per mano e ci insegna ad usare la nostra libertà per custodire il fuoco e non per adorare la cenere! (Gustav Mahler).
C'è dell'altro, più importante e più vitale di ogni norma, e sta dalle parti di Dio. A Gesù non interessa regolamentare la vita, ma ispirarla, accenderla, rinnovarla, con il sogno di Dio. Ci prende per mano e ci accompagna a respirare l'aria degli inizi: in principio, prima della durezza del cuore, non fu così.
L'uomo non separi quello che Dio ha congiunto. Dal principio Dio congiunge le vite! Questo è il suo nome: Dio-congiunge, fa incontrare le vite, le unisce, collante del mondo, legame della casa, autore della comunione. Dio è amore, e «amore è passione di unirsi all'amato» (san Tommaso). Il Nemico invece ha nome Diavolo, Separatore, la cui passione è dividere.
L'uomo non divida, cioè agisca come Dio, si impegni a custodire la tenerezza, con gesti e parole che creano comunione tra i due, che sanno unire le vite. Tutto parte dal cuore, non da una norma esterna. Chi non si impegna totalmente nelle sue relazioni d'amore ha già commesso adulterio e separazione. Il peccato è tradire il respiro degli inizi, trasgredire un sogno, il sogno di Dio.
Portavano dei bambini a Gesù... Ma i discepoli li rimproverarono. Al vedere questo, Gesù si indignò. È l'unica volta, nei Vangeli, che viene attribuito a Gesù questo verbo duro. L'indignazione è un sentimento grave e potente, proprio dei profeti davanti all'ingiustizia o all'idolatria: i bambini sono cosa sacra.
A chi è come loro appartiene il regno di Dio. I bambini non sono più buoni degli adulti; non sono soltanto teneri, ma anche egocentrici, impulsivi e istintivi, però sanno aprire facilmente la porta del cuore a ogni incontro, non hanno maschere, sono spalancati verso il mondo e la vita.
I bambini sono maestri nell'arte della fiducia e dello stupore. Loro sì sanno vivere come i gigli del campo e gli uccelli del cielo, si fidano della vita, credono nell'amore.
Prendendoli fra le braccia li benediceva: perché nei loro occhi il sogno di Dio brilla, non contaminato ancora.

[10/03/18]   Questa domenica, 7 ottobre, ricomincia l'anno catechistico con la Messa alle 11.30 in Santa Maria, durante la quale verrà dato il mandato ai catechisti. Inoltre si celebrerà il 40° dell'ordinazione del nostro nuovo parroco, Don Luigi Gatti. Al termine della Messa ci sarà un pranzo nei locali della parrocchia. Chi volesse partecipare può prenotare al n. 3392406529 (Renza)

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ORARIO delle S. MESSE

GIORNI FERIALI: ore 18.00
Dopo la S.MESSA ogni venerdi nel periodo di Quaresima
si recita la VIA CRUCIS.

GIORNI FESTIVI: ore 8,30 - 11,30 - 18.00


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SACERDOTI: don Beppe Gallazzi, don Luigi Gatti

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Le campane tornano a suonare!!!Da domani in occasione delle prime comunioni
RDC 2
Κύριε Ιησού Χριστέ, Yιέ  του Θεού ελέησον με τον αμαρτωλόν
le lucciole, lo spettacolo più romantico della natura
Nishmat Kol Khai
Dal Libro dell'Esodo
Le cose dell’anima si devono sempre considerarecon ampiezza, estensione e magnificenza, senza paura di esagerare, perché...
Hai mai notato che quando sgorga gioioso il canto,scompaiono i neri pensieri, la rabbia, il risentimento, l’odio e l’ans...

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Il Locale Notturno Di Alfonsine...nessuno Ha Mai Capito A Che Ora Chiuda!
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Nessun alfonsinese degno di questo nome non ha mai concluso nemmeno una serata alla pizzeria l'Airone...viva Onorio e il tegamino!!!