Monastero Clarisse Airola

La vocazione clariana è un dono prezioso di Dio per il bene dei fratelli. La preghiera delle monache sostiene il vissuto quotidiano di ogni uomo.

La loro presenza interroga ancora oggi la nostra vita: cosa vuoi, o Signore, che io faccia?

Normali funzionamento

17/07/2021

Non perderti questa straordinaria esperienza! Contattaci!!! Iscriviti subito!!!

15/05/2021

Cosa vedono i tuoi occhi di tutto ciò che ha attraversato la tua giornata quando arrivi a sera?
Hai mai pensato a come concludi le tue giornate?
Noi ti invitiamo a farlo insieme ai fratelli accompagnati dalla Parola e dalla lode!!

Per TUTTI i giovani dai 18 ai 35 anni...Vi aspettiamo!

Per info e iscrizioni scrivete o chiamate al 327 5825882

#frati #giovani #ofm #sannioirpinia #pgv #alcantagiovani #riempitidigioia #imieiocchihannovisto

19/04/2021

Ricerca la tua vocazione! Datti un tempo per te!
#vocazione #giovani

13/12/2020

Pastorale Giovanile e Vocazionale Frati Minori del Sannio e dell'Irpinia

Ieri sera abbiamo vissuto il primo incontro di fra-&-ternità
Ci siamo messi in cammino alla ricerca della #perlapreziosa che è in noi!
#grazie a tutti i #giovani che hanno partecipato e alle #sorelle #clarisse di #Airola per la loro #testimonianza . Il volto dei giovani è segno di speranza!

07/12/2020

Pastorale Giovanile e Vocazionale Frati Minori del Sannio e dell'Irpinia

Preparandoci all'ordinazione presbiterale di Fra Marco, guardiamoci la sua testimonianza vocazionale

Siamo pronti a questo momento importante per tutti noi, l'ordinazione presbiterale di Fra Marco Reynoso. Ecco un piccolo video dove Fra Marco ci racconta la sua vocazione e ci invita a pregare per lui affinché il Signore lo aiuti nel suo ministero presbiterale.

#animazionevocazionale #benevento #avellino
#fratiminori #parrocchia #cuoreimmacolato

03/12/2020

Ti ricordo un #appuntamento importante! #giovani non mancate!

fratiminorisannioirpinia.it 26/11/2020

“Fra-&-ternità” – Incontri dalla clausura – Frati minori Sannio Irpinia

fratiminorisannioirpinia.it I Frati Minori delle Province “Sannito-Irpina”, “Napoli-Casera” e “Salerno-Basilicata” propongono a tutti i giovani “Fra-&-ternità”, un itinerario di fede “Visitando i monasteri della Campania”. Accompagnati e guidati dalle sorelle povere di Santa Chiara, i giovani avranno la po...

24/11/2020

Pastorale Giovanile e Vocazionale Frati Minori del Sannio e dell'Irpinia

Primo incontro per giovani con le Clarisse della Campania. Per scoprire la bellezza di una vita nascosta!!!
Partecipa anche tu! Ti aspettiamo! Tabor Francescano
FranciscanWay - Pastorale Giovanile e Vocazionale Frati Minori Napoli e Monastero Clarisse Airola

[10/01/20]   AUGURI A QUANTI PORTANO IL NOME DI SANTA TERESA

[10/01/20]   COMMENTANDO LA PAROLA DI OGGI....

«Pregate (...) il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!»

Oggi, Gesù ci parla della missione apostolica. Anche se «designò altri settantadue e li inviò» (Lc 10,1), la proclamazione del Vangelo è un compito «che non può essere delegato a un gruppo di “specialisti”» (Giovanni Paolo IIº): tutti siamo chiamati a questo compito e tutti dobbiamo sentirci responsabili. Ognuno nella propria condizione e ruolo. Il giorno del battesimo ci venne detto: «Sei Sacerdote, Profeta e Re, per la vita eterna». Oggi, più che mai, la nostra società ha bisogno della testimonianza dei seguaci di Cristo.

«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!» (Lc 10,2): è interessante questo senso positivo della missione, poiché il testo non dice «c’è molto da seminare e pochi gli operai». Oggi, forse, dovremmo parlare in questi termini, visto la poca conoscenza di Cristo e della sua Chiesa nella nostra società. Una visione di speranza nella missione, genera ottimismo e incentivo. Non lasciamoci abbattere dal pessimismo e dallo sconforto.

In principio, la missione che ci aspetta è, allo stesso tempo, appassionante e difficile. L’annuncio della Verità e della Vita, nella nostra missione, non può e non deve pretendere di imporre una adesione, bensì suscitare una libertàinteriore e una libera scelta di adesione.. Le idee si propongono, non si impongono, ci ricorda il Papa.

«Non portate borsa, né sacca, né sandali...» (Lc 10,4): l’unica forza del missionario dev’essere Cristo. E, perché Lui colmi tutta la sua vita, è necessario che il missionario si svuoti totalmente di tutto ciò che non è Cristo. La povertà del Vangelo è il grande requisito e, allo stesso tempo, la testimonianza più credibile che l’apostolo può dare, visto che solamente questo distacco ci può rendere liberi.

Il missionario annuncia la pace. È portatore di pace perché porta Cristo, il “Principe della Pace”. Per questo, «In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.» (Lc 10,5-6). La nostra società, le nostre famiglie, il nostro io personale, hanno bisogno di Pace. La nostra missione è urgente e appassionante.

[09/27/20]   CHI DESIDERA CHIEDERE LA NOSTRA AMICIZIA, VI PREGHIAMO DI FARLO DA QUESTO LINK PERCHÈ L'ALTRO HA GIÀ RAGGIUNTO LA QUOTA MASSIMA DI 5000 AMICI. GRAZIEEEE

[09/27/20]   «Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?»

Oggi, vediamo il padre e proprietario della vigna chiedendo ai suoi due figli: «Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna» (Mt 21,29). Uno dice “si” e non va. L’altro dice “no” e va. Nessuno dei due mantiene la parola data.

Sicuramente quello che dice “si” e rimane in casa, non vuole ingannare suo padre. Sarà semplicemente pigrizia? Non solo pigrizia di “fare” ma anche di riflettere. Il suo motto è: “Che m’importa quello che ho detto ieri ?”.

A quello del “no” certamente gli importa ciò che ha detto ieri. Gli rimorde quello sgarbo fatto a suo padre. Dal dolore scaturisce il coraggio per rettificare. Corregge la parola falsa con un gesto corretto. “Errare, humanum est?”. Si, però, ancora più umano –e più adeguato con la verità interna marcata in noi- è rettificare. Anche se costa, perchè significa umiliarsi, sconfiggere la superbia e la vanità. Alcune volte abbiamo vissuto momenti così: correggere una decisione precipitata, un giudizio temerario, una valutazione ingiusta... Dopo, un sospiro di sollievo: -Grazie Signore!

«In verità io vi dico: i pubblicani e le pr******te vi passano avanti nel regno di Dio» (Mt 21,31). San Giovanni Crisostomo risalta la maestria psicologica del Signore di fronte a quei “sommi sacerdoti”: «Non rinfaccia a loro direttamente: “Perché non avete creduto a Giovanni ?”, ma prima li paragona –cosa che risulta molto più pungente- con i pubblicani e con le pr******te. Così gli recrimina con la forza dei fatti la malvagità di un comportamento marcato dal rispetto umano e presunzione».

Immersi già nella scena, sentiamo la mancanza della presenza di un terzo figlio, portato più alle mezze tinte, nel cui stato d’animo ci sarebbe più facile riconoscerci e chiedere perdono, mortificati. Ce lo inventiamo –con il permesso del Signore- e lo ascoltiamo rispondere al padre, con voce soffusa: “Può darsi di si, può darsi di no...”

27/09/2020

UNA BRICIOLA PER TE.....

[09/27/20]   .... come l'assistenza ai condannati alle galere (1619). Con una somma di denaro donata da dei benefattori nel 1625 poté “fondare” la Congregazione della Missione. La comunità venne approvata nel 1627 da Propaganda Fide come “missione”, un gruppo di lavoro apostolico senza alcuna caratteristica assimilabile a un istituto religioso. Qualche anno dopo Vincenzo fonda anche un ospizio per gli anziani soli e la comunità femminile: nascono le Figlie delle Ca**tà che divengono il primo istituto femminile dedito all’apostolato diretto. Per san Vincenzo era fondamentale riprodurre per quanto più possibile, in sé e negli altri, l'umanità di Gesù Cristo quale principio dinamico dell'azione missionaria. La sua prima fase della vita ci mostra un Vincenzo che vive il sacerdozio come una sorta di professione, nella seconda fase diventa una missione, con il cuore palpitante di amore per Dio e per il prossimo. San Vincenzo interceda oggi per noi, affinché sempre possiamo trovare e ritrovare le vere ragioni dell’amore e di una vita spesa nell’amore.

[09/27/20]   FACCIAMO NOSTRA LA PREGHIERA DEL SALMISTA DATACI DALLA LITURGIA DELLA PAROLA DI OGGI....

BUONA E SANTA DOMENICA A TUTTI.

[09/27/20]   LA LITURGIA DELLA PAROLA DI OGGI È....

Domenica 27 settembre 2020, XXVI Settimana Tempo Ordinario

Antifona d'Ingresso

Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi l'hai fatto con retto giudizio;
abbiamo peccato contro di te,
non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti;
ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi
secondo la grandezza della tua misericordia.

Colletta

O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna. Per il nostro Signore.

Prima Lettura

Ez 18, 25-28
Dal libro del profeta Ezechièle
Così dice il Signore:
«Voi dite: "Non è retto il modo di agire del Signore". Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.23
RIT: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.

Ricordati della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie.

[09/27/20]   Seconda Lettura

Fil 2, 1-11

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, se c'è qualche consolazione in Cristo, se c'è qualche conforto, frutto della ca**tà, se c'è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa ca**tà, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l'interesse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.

Alleluia.

[09/27/20]   COMMENTANDO LA PAROLA DI OGGI...

«Chi dei due ha compiuto la volontà del padre》

Oggi, vediamo il padre e proprietario della vigna che chiede ai suoi due figli: «Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna» (Mt 21,29). Uno dice “si” e non va. L’altro dice “no” e va. Nessuno dei due mantiene la parola data.

Sicuramente quello che dice “si” e rimane in casa, non vuole ingannare suo padre. Sarà semplicemente pigrizia, non solo pigrizia di “fare” ma anche di riflettere. Il suo motto: “Che m’importa quello che ho detto ieri?”.

A quello del “no” invece mostra di aver riflettuto ciò che ha detto ieri. Gli rimorde quello sgarbo fatto a suo padre. Dal dolore scaturisce il coraggio che conduce alla rettifica. Corregge la parola falsa con un gesto corretto. “Errare, humanum est?”. Si, però, ancora più umano –e più adeguato con la verità interna marcata in noi- è rettificare,anche se costa, perchè significa umiliarsi, sconfiggere la superbia e la vanità.

«In verità io vi dico: i pubblicani e le pr******te vi passano avanti nel regno di Dio» (Mt 21,31). San Giovanni Crisostomo risalta la maestria psicologica del Signore di fronte a quei “sommi sacerdoti”: «Non rinfaccia a loro direttamente: “Perché non avete creduto a Giovanni?”, ma prima li paragona –cosa che risulta molto più pungente- con i pubblicani e con le pr******te. Così gli recrimina con la forza dei fatti, la malvagità di un comportamento marcato dal rispetto umano e dalla presunzione».

Immersi già nella scena, sentiamo la mancanza della presenza di un terzo figlio, portato più alle mezze tinte, nel cui stato d’animo ci sarebbe più facile riconoscerci e chiedere perdono, mortificati. Ce lo inventiamo –con il permesso del Signore- e lo ascoltiamo rispondere al padre, con voce soffusa:“Può darsi di si, può darsi di no...” E c’è chi ha sentito dire alla fine: “Probabilmente, forse, chi lo sa...?”. E tu come avresti risposto?

[09/27/20]   IL SANTO DI OGGI È....

San Vincenzo de Paoli, sacerdote francese vissuto a cavallo tra il 1500 e il 1600. Lui ripeteva sempre: “Non mi basta amare Dio se il mio prossimo non lo ama”.Vincenzo, originario della Guascogna, sacerdote già a 19 anni, fondò i Preti della Missione (Lazzaristi) e insieme a santa Luisa de Marillac (memoria 15 marzo), le Figlie della Ca**tà nel 1633. All'inizio del suo ministero in realtà Vincenzo si dette da fare per conseguire una sistemazione vantaggiosa. Fu a Roma (1600), poi compì altri viaggi. Arrivato a Parigi nel 1608, ottenne la carica di elemosiniere della regina Margherita di Valois e alcuni benefici. Dopo aver accolto le confidenze di un teologo provato nella fede, Vincenzo comincia un percorso di progressiva purificazione: inizia a pregare più intensamente, riscopre il senso del sacerdozio non come un’opportunità di promozione e di carrierismo ma come servizio di amore da portare avanti con zelo apostolico.Sperimenta dopo lunghe giornate di lavoro in parrocchia la dolcezza della cura pastorale e il gusto saporoso della stanchezza di una vita spesa per gli altri. Nel 1617 troviamo Vincenzo nei pressi di Lione. Il 20 agosto il santo fu informato che tutti i componenti di una famiglia erano ammalati e non avevano nulla da mangiare. Durante la celebrazione della Messa fece un discorso travolgente, coinvolse i parrocchiani che presero a cuore la famiglia per un momento di aiuto e sostegno concreto e collegiale. Il santo allora capì che si doveva fare qualcosa di nuovo.Il 23 agosto 1617 Vincenzo fondò un’associazione laicale per assistere i poveri. Nascevano le Compagnie della Ca**tà. Nel 1618, conobbe san Francesco di Sales e, l’anno dopo, santa Giovanna Francesca de Chantal, che gli affidarono la direzione dei monasteri della Visitazione. Nel frattempo in quegli anni Vincenzo raccolse attorno a sé un piccolo gruppo di sacerdoti che condividevano l’ideale di evangelizzare i poveri nelle missioni e in altre iniziative, come .....

[09/27/20]   Vangelo

Mt 21, 28-32
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le pr******te vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le pr******te invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

[09/25/20]   LA LITURGIA DELLA PAROLA DI OGGI È....

Venerdì 25 settembre 2020, Beato Giuseppe Benedetto Dusmet, vescovo

Antifona d'Ingresso

«Io sono la salvezza del popolo»,
dice il Signore,
«in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
e sarò il loro Signore per sempre».

Colletta

O Dio, che nell'amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa' che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore...

Prima Lettura

Qo 3, 1-11
Dal libro di Qoelet.
Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.
Un tempo per uccidere e un tempo per curare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per conservare e un tempo per buttar via.
Un tempo per strappare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica?
Ho considerato l'occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine.
C: Parola di Dio.

Ubicazione

Digitare

Telefono

Indirizzo

Piazza Della Vittoria, 5
Airola
82011
Altro Airola luoghi di culto (vedi tutte)
Gioventù Francescana di Airola Gioventù Francescana di Airola
Convento SS Concezione (San Pasquale) - Corso Caudino
Airola

La Gi.Fra di Airola è felice di condividere con il mondo di Facebook le proprie esperienze, a livello locale, regionale e nazionaleeee :)

Parrocchia San Michele Airola Parrocchia San Michele Airola
Piazza San Michele
Airola, 82011

Un parrocchia in continua evoluzione.